PROGETTO DI DEFIBRILLAZIONE PRECOCE
“CUORI IN COMUNE”

PROGETTO DI RETE PER LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA ATTRAVERSO L’ISTALLAZIONE DI DEFIBRILLATORI SUL TERRITORIO COMUNALE E LA PROMOZIONE DI CORSI FORMATIVI PER I CITTADINI PER L’UTILIZZO DEGLI APPARECCHI CHE SARANNO COLLEGATI CON IL 118.

Progetto promosso e finanziato dal Comune di San Casciano e realizzato in collaborazione con Misericordia di San Casciano e Comitato Festa del Volontariato Sancascianese

PERCHÉ QUESTO PROGETTO?

La morte cardiaca improvvisa (MCI) rappresenta un’improvvisa e inattesa morte naturale che si verifica in modo istantaneo in apparente assenza di sintomi, o comunque entro 1 ora dalla comparsa di una sintomatologia acuta o di un rapido peggioramento delle condizioni cliniche, in individui privi di patologie note potenzialmente fatali oppure in individui con cardiopatia cronica preesistente, in cui tuttavia il decesso giunge inatteso sia in termini di tempo che per modalità.

Il picco d’incidenza della patologia si ha tra i 45 e i 75 anni con una netta prevalenza del sesso maschile nelle fasce più giovani di età.

Alcuni recenti studi clinici, stimano che la MCI abbia un’incidenza di circa 1 persona ogni 1000 abitanti.

In Italia tra le 60.000 e le 70.000 persone ogni anno vengono colpite da MCI, cioè 150 persone ogni giorno, una ogni 9 minuti.

La maggior parte dei casi di MCI si verifica in ambiente extra ospedaliero e in presenza di testimoni ma attualmente la percentuale di sopravvivenza si attesta tra il 2 e il 5 %.

Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.

Papa Francesco

Attualmente è troppo lungo l’intervallo di tempo tra l’insorgenza della MCI e il momento in cui vengono praticate le manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP) e la defibrillazione.

L’evento che causa l’arresto cardiaco improvviso, è nell’85% dei casi un ritmo defibrillabile (fibrillazione ventricolare (FV) o tachicardia ventricolare senza polso (TV). Entrambi i ritmi cardiaci appena citati sono convertibili in ritmi vitali con l’erogazione di una scarica elettrica da parte di un defibrillatore.

Il tempo per intervenire è strettissimo: le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% al minuto. Se la vittima non è rianimata e defibrillata entro 10 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono meno del 2%, infatti dopo i primi 5 minuti dall’insorgenza della MCI ha inizio il danno anossico cerebrale che diventa irreversibile dopo i primi 10 minuti.

La MCI, si verifica non solo in una ristretta e ben individuabile popolazione di cardiopatici, ma imprevedibilmente anche nell’ampia popolazione di soggetti con molteplici fattori di rischio coronarici (fumatori, dislipidemici, diabetici, ipertesi etc.); questo, oltre all’incompleta conoscenza dei meccanismi eziopatogenetici scatenanti non consente, a tutt’oggi, una prevenzione primaria efficace.

 

Si rendono necessarie misure volte all’implemento della cultura della rianimazione cardio-polmonare e della defibrillazione laica attraverso l’adozione di un progetto che si ponga l’obiettivo di lavorare per la corretta applicazione e per diffusione massiva dei principi su cui si basa la “catena della sopravvivenza”.

Trattandosi di una catena, è fondamentale che non si interrompa in nessuno dei suoi anelli per garantire il buon esito del soccorso.

A questo proposito, è importante che tutta la cittadinanza o la maggior parte di essa, possieda le adeguate conoscenze per rendersi conto in tempi rapidi della reale situazione di emergenza, in modo da allertare il sistema 118 ed attivare la sequenza di interventi (RCP e defibrillazione) che, in una lotta contro il tempo, possono realmente salvare vite umane.

La sensibilizzazione dell’intera comunità alle tematiche del soccorso rappresenta il tema centrale per la massima realizzazione del progetto in quanto è necessario che ogni cittadino si senta parte fondamentale di questa rete di primo soccorso.

DATI RELATIVI AL NOSTRO TERRITORIO (Provincia di Firenze, anno 2016).

Le statistiche ci mostrano che il 118 è intervenuto su 1652 casi di arresto cardiaco di cui 1228 di probabile origine cardiaca.  Di questi, solo il 20% dei pazienti soccorsi è giunto vivo in ospedale e mediamente il 5% è stato dimesso in buone condizioni neurologiche.

DATI RELATIVI AL COMUNE DI SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (biennio 2016-17)

I casi di morte cardiaca improvvisa su cui è intervenuto il 118 sono stati 68, con età media 80 anni; di questi, il 60% è rappresentato da cittadini di sesso maschile.

I dati epidemiologici evidenziano che l’88% degli eventi si è verificato in casa mentre il restante 12% si divide tra ambiente esterno, impianti pubblici, strutture sanitarie ed altri luoghi.

I casi in questione, sono per il 60% testimoniati e nell’82% ad assistere al fatto è stato personale laico.

Purtroppo, dalla statistica si riscontra che, nonostante l’alta % di casi testimoniati, nel 69% degli eventi nessuno è intervenuto con l’RCP prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso e nell’88% nessuno ha applicato un DAE.


DISLOCAZIONE DEI DEFIBRILLATORI SUL TERRITORIO COMUNALE

Il progetto si pone l’obiettivo iniziale di installare i defibrillatori tra capoluogo e frazioni, tenendo conto dei luoghi di maggior aggregazione o densità di popolazione. I defibrillatori saranno istallati nel biennio 2020/2022 e saranno accessibili 24 h su 24 h.

Si prevede di uniformare le postazioni dei defibrillatori di pubblico accesso già presenti sul territorio comunale (PPS presso la sede della Misericordia e quartiere del Gentilino nel Capoluogo, Mercatale, Montefiridolfi), ai requisiti tecnici, d’installazione e manutentivi della nuova rete.

Capoluogo

  1. Piazza della Repubblica.
  2. Piazza area ex Stianti.
  3. Giardini pubblici di via Leonardo da Vinci località Bardella.

Frazioni

  1. Cerbaia – Piazza del Monumento.
  2. Mercatale – Piazza Vittorio Veneto.
  3. San Pancrazio – Parcheggio pubblico tra via Certaldese e via San Pancrazio.
  4. Bargino – Via Martiri di Bologna.
  5. Romola – Via Treggiaia, lato di Piazza IV Novembre, nei pressi della fermata dell’autobus.
  6. Chiesanuova – Giardini pubblici tra via Faltignano e la Strada Provinciale Volterrana.
  7. Spedaletto – Via Scopeti, in prossimità del circolo ARCI.

CORSI PER IMPARARE AD USARE I DEFIBRILLATORI

Ogni cittadino residente o domiciliato, o che possieda o sia dipendente di un’attività commerciale, all’interno del Comune, avrà la possibilità di seguire un corso gratuito per imparare ad usare un defibrillatore e diventare operatore BLSD LAICO.

Tale corso sarà effettuato dai formatori della Misericordia di San Casciano e Mercatale, in collaborazione con la rete formativa delle altre Misericordie del coordinamento fiorentino. Al termine del corso, che si concluderà in una serata, verrà rilasciato un attestato valido 2 anni, dopo i quali sarà garantito un nuovo corso per il mantenimento della qualifica.

In questo modo, in caso di rischio di morte cardiaca improvvisa, sarà questa rete di primo soccorso che cercherà di garantire tempi d’intervento più rapidi.

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